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Mostre, eventi

Mostre
 
In collaborazione con la Fondazione Shoah di Roma viene presentata, in occasione degli ottanta anni dalla emanazione delle leggi razziali in Italia, la mostra “1938: le leggi razziali in Italia”. Altre mostre proposte: Illustratori e artisti estoni (Focus Estonia), Bolivia (fotoproiezioi), Patrimoni immateriali campani (Ceic).

Succhi storici
“Succhi storici”: cucine aperte per una alimentazione tradizionale legata al territorio. In piazza saranno allestiti stand enogastronomici. In collaborazione con la locale Pro Loco si svolgono visite guidate alla scoperta del borgo e dei protagonisti della tradizione locale. Incontri con persone che preparano i piatti della tradizione, con artigiani, pastori e contadini che raccontano del loro passato e della memoria storico-alimentare del paese. Da segnalare l’iniziativa “Cene narrative” che vede la compresenza di un giovane e di un anziano che, insieme, realizzano e raccontano una ricetta locale.
 
Le leggi razziali
Nel 1938 in Italia furono decretati una serie di provvedimenti atti a limitare fortemente i diritti e la dignità della minoranza ebraica, che in quegli anni contava più di quarantamila persone. Il 14 luglio di quell'anno venne pubblicato "Il manifesto della razza", primo atto pubblico della politica razzista e antisemita del regime fascista, dove si asseriva che "gli ebrei non sono di razza italiana". Seguirono leggi volte ad escludere progressivamente gli ebrei dalla vita sociale del paese, a cominciare dall’espulsione degli insegnanti e degli alunni dalle scuole di ogni ordine e grado. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, esattamente il 13 dicembre 1943, iniziò anche per gli ebrei italiani il periodo di deportazione e sterminio. In occasione dell'allestimento della mostra "Le leggi razziali in Italia 1938-2018" , incontro con Marco Coviglia (storico della Fondazione Shoah). La mostra è promossa dalla Fondazione Museo della Shoah e si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, del CDEC, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e della Comunità Ebraica di Roma. È stata realizzata, inoltre, con l’organizzazione generale di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare e con il contributo di ACEA, dei collaboratori tecnici Istituto Luce Cinecittà e dell’Archivio Centrale dello Stato.


TRA GHIACCIO E FUOCO (23 opere 50x60)
Curatrice Viive Noor: Veniamo dalle terre del Nord, dove l'inverno, lungo, freddo e buio, congela le nostre anime e le imprigiona nei nostri corpi. Lassù, dove i corpi si nascondono dietro le porte chiuse e le anime nei recessi più profondi del corpo. I battiti del cuore rallentano, il sangue si gela... La gente dice che gli uomini del Nord sono indolenti e calmi. E' per la nostra capacità di sopravvivere, imparata al tempi dei tempi. Sopravvivere ai periodi bui, freddi e duri, dove c'è poco cibo e la luce del mattino vira verso il crepuscolo, dove il giorno non esiste. C'è solo l'ululare dei lupi nella notte infinita. Veniamo dalle terre del Nord, dove la nostalgia per la luce e il calore del Sole è più insistente di ogni altro desiderio. Dove il Sole rimette in circolo il sangue nelle nostre vene, ci sveglia all'amore e alla vita. La gente dice che gli uomini del Nord sono indolenti e calmi. Ma la gente non sa che nei nostri corpi congelati c'è la fiamma, che i nostri corpi sono colmi di desiderio e di passione. Che ci si da' libero sfogo solo per un breve istante tra quei due momenti di buio. Si, le notti bianche del Nord... Dove il crepuscolo diventa l'alba e la notte non esiste. Questo breve periodo che ci è stato donato per vivere tra i due bui. Il ghiaccio e il fuoco ci hanno plasmato durante migliaia di anni, hanno plasmato i nostri corpi e le nostre anime, ci hanno donato le nostre storie e le nostre canzoni, tra il giaccio e il fuoco.

L'esperienza dei Parchi Etnolinguistici
a cura di G.Agresti e S.Pallini


Culture/Saperi e tecniche
Seminari e workshop sulle tecniche e i saperi tradizionali, sulla espressività e sui modi di trasmettere e documentare la cultura tradizionale. I partecipanti saranno introdotti, attraverso corsi pratici e applicativi, alla conoscenza di tecniche tradizionali artigianali, agropastoriali, piscatorie ma anche alle tecniche connesse alle forme espressive tradizionali come: i dialetti, le musiche, la poesia, la teatralità della Commedia dell’arte, il teatro di figura, ecc.

*  orario approssimativo
**  da richiedere almeno il giorno prima.